L’Espresso: A L’Aquila il paesaggio è ‘temporary’

Un cortile vuoto, cumuli di macerie e una sedia contro il muro che aspetta qualcuno che non arriverà. A due anni dal terremoto che ha sconvolto L’Aquila, tutto è rimasto fermo alla notte del 6 aprile 2009. Il lavoro del fotografo Massimo Mastrorillo è iniziato proprio in quei giorni.

Da allora, con ‘Temporary? Landscapes’ documenta le conseguenze del sisma sul territorio del capoluogo abruzzese. L’immediato post terremoto, il G8, lo stato d’abbandono in cui la città si è cristallizzata nei mesi successivi. Gli scatti si concentrano sulla continua evoluzione dei paesaggi in una situazione d’emergenza, sul loro stato di temporaneità e di precarietà, specchio del presente del popolo aquilano. In occasione del secondo anniversario dal terremoto del 2009, il 6 aprile verrà realizzata una mostra che prova a restituire la città ai propri abitanti.

Lungo il perimetro della zona rossa di L’Aquila e in alcuni dei paesi limitrofi verrà allestita un’installazione fotografica: oltre ai muri e alle transenne, ormai parte integrante del panorama urbano, saranno utilizzati alcuni dei molti spazi pubblicitari in disuso da due anni. Oltre all’evento, una mostra ospitata dalla Fnac di Milano, dal 30 marzo al 4 maggio. Sempre parte del progetto, un’edizione speciale del giornale COME e un blog

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